La nota di Angelo Brutto, capogruppo Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale
Le recenti dinamiche elettorali in Europa tornano ad avere riflessi anche nel dibattito politico italiano e regionale. In particolare, quanto accaduto in Ungheria ha alimentato un confronto acceso tra le forze politiche, con letture opposte sui risultati e sul loro significato.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Angelo Brutto, interviene con decisione per ristabilire una lettura aderente alla realtà dei fatti, a partire da quanto accaduto in Ungheria. Le recenti elezioni hanno infatti sancito la vittoria di Péter Magyar, leader di un partito chiaramente collocato nell’alveo conservatore e di centrodestra.
“Colpisce – afferma Brutto – assistere all’entusiasmo di una certa sinistra italiana per l’affermazione di una figura politica che incarna valori e visione propri del centrodestra europeo. È un paradosso che fotografa in maniera plastica lo stato di confusione e di debolezza in cui versano alcune forze progressiste”.
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, il risultato elettorale ungherese smentisce in modo netto la narrazione, spesso strumentale, di un Paese privo di piena democrazia.
“In Ungheria – prosegue – non c’era alcuna dittatura. Le urne hanno parlato con chiarezza: ha vinto la democrazia, il popolo ungherese ha scelto liberamente ed ancora una volta un indirizzo politico di centrodestra”.
Un passaggio che, per Brutto, dovrebbe indurre a maggiore prudenza nelle analisi e nelle prese di posizione, soprattutto quando si tenta di utilizzare scenari internazionali per fini di polemica interna.
“La lezione che arriva dall’Ungheria è semplice: i cittadini scelgono liberamente e premiano proposte politiche credibili, radicate e coerenti”.
Infine, uno sguardo alle prospettive future e ai rapporti tra governi: “A Péter Magyar va il nostro augurio di buon lavoro. Siamo certi che saprà costruire un rapporto solido e proficuo con l’Italia, rafforzando una collaborazione già oggi strategica tra governi che condividono valori e visione”.