Il leader di Azione al Festival del Sud a Vibo Valentia propone di ridurre le accise finanziando la misura con un aumento del prezzo delle sigarette
"Sono contrario ai blocchi perché creano problemi alla cittadinanza, soprattutto alle persone più fragili, ma alla base della protesta ci sono ragioni fondate. Gli aiuti del governo sono insufficienti e arrivati in ritardo: tra decreto legge e decreti attuativi sono passati cinque mesi. Inoltre, strumenti come il credito d'imposta in compensazione F24 sono complessi, mentre le risorse per acquistare nuovi mezzi non sono ancora operative. Quando c'è una crisi, non bisogna affidarne la gestione a Salvini: persino l'Alta velocità ha cominciato ad avere problemi da quando è arrivato lui". A dirlo, parlando della protesta dei Tir e degli agricoltori, il leader di Azione Carlo Calenda oggi a Vibo Valentia al Festival del Sud, presenta il suo ultimo libro "Difendere la libertà, l'ora dell'Europa".
"La crisi dei carburanti - ha aggiunto - colpisce autotrasporto, pesca e agricoltura. Avrei proposto una misura strutturale: aumentare di un euro le sigarette e ridurre le accise sui carburanti, ottenendo un intervento da tre miliardi. La proposta è stata bloccata da Forza Italia per le pressioni delle lobby, nonostante inizialmente Meloni l'avesse accettata. C'è poi il problema dei tempi biblici dei ministeri: se i provvedimenti non vengono seguiti quotidianamente, i decreti attuativi arrivano dopo cinque mesi"
Sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nelle proteste, infine, Calenda ha sostenuto che "servono riscontri effettivi delle forze di polizia, non ci si possono inventare situazioni senza prove".