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Dializzati al GOM di Reggio Calabria, l’allarme di pazienti e associazioni: «Servono posti rene»

Autore Giorgia Rieto | sab, 10 ott 2026 15:45 | Gom Dialisi Sanità

Trenta pazienti in cerca di una soluzione, carenza di posti rene e tempi burocratici che rischiano di rallentare gli interventi

La situazione dei pazienti dializzati riporta al centro dell’attenzione la necessità di individuare una risposta concreta per garantire la continuità assistenziale a persone che hanno bisogno di trattamenti indispensabili e regolari.

Costarella: «Una soluzione che non può essere duratura nel tempo»

Il direttore sanitario del GOM, Salvatore Costarella, ha sottolineato che la soluzione attualmente perseguita non può rappresentare una risposta definitiva, soprattutto considerando le numerose esigenze di una struttura ospedaliera chiamata a occuparsi di un bacino di utenza molto più ampio.

«Una soluzione che non può essere duratura nel tempo, può essere inseguita per un arco di tempo illimitato? Perché il GOM deve occuparsi di una struttura molto più ampia. Ma la soluzione per i 30 ammalati deve essere trovata», ha dichiarato Costarella ai microfoni di ReggioTV.

Il direttore sanitario ha quindi evidenziato che l’Asp di Reggio Calabria e la Regione stanno lavorando per individuare una soluzione. Un percorso che, tuttavia, deve fare i conti anche con gli adempimenti amministrativi.

«Purtroppo i non addetti ai lavori possono non comprendere, ma ci sono degli iter burocratici che limitano l’operato dei direttori generali. Si sta cercando di superare la burocrazia», ha aggiunto.

Dalle parole di Costarella emerge dunque la necessità di trovare una risposta per i trenta pazienti, evitando che una soluzione temporanea si trasformi in una condizione destinata a protrarsi senza una prospettiva definitiva.

Puntillo: «Trenta dializzati che erano fantasmi si sono palesati»

Sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Puntillo, coordinatore di FINTRED Calabria, che ha allargato il discorso dalla gestione dell’emergenza alla disponibilità complessiva dei posti per la dialisi sul territorio reggino.

«Trenta dializzati che erano fantasmi e si sono palesati, dimostrando e mettendo in evidenza che evidentemente a Reggio Calabria nell’Asp mancano 29 posti rene», ha affermato Puntillo.

Secondo il coordinatore di FINTRED Calabria, le difficoltà non riguarderebbero soltanto il GOM. Puntillo ha richiamato anche la situazione dei centri di Scilla e Taurianova, che, secondo quanto dichiarato, devono ricorrere a turni notturni per garantire le prestazioni, così come avviene al GOM.

«Significa che mancano posti rene», ha rimarcato, indicando nella carenza di capacità assistenziale uno dei nodi principali da affrontare.

Il confronto con Catanzaro e Cosenza

Puntillo ha inoltre richiamato i numeri relativi alla disponibilità dei posti rene nelle diverse realtà calabresi, evidenziando quello che considera uno squilibrio a svantaggio del territorio reggino.

Secondo i dati citati dal coordinatore, l’Asp di Reggio Calabria disporrebbe di 95 posti rene, a fronte dei 194 di Catanzaro e dei 155 di Cosenza.

«Centottantamila abitanti, una provincia di 500 mila: 95 posti. A Catanzaro 194, a Cosenza 155», ha dichiarato Puntillo, sostenendo che i numeri sarebbero insufficienti ovunque, ma che il divario risulterebbe particolarmente significativo per un territorio popoloso come quello reggino.

Si tratta di dati e valutazioni richiamati da FINTRED Calabria, che pongono l’attenzione sulla necessità di verificare il fabbisogno effettivo e la distribuzione delle risorse dedicate alla dialisi sul territorio regionale.

L’appello all’Asp: «La delibera del 2018 va rivalutata»

Da qui l’appello rivolto al direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, Berardi, affinché la questione venga portata all’attenzione della Regione.

«Rivolgiamo un appello al direttore Asp Berardi, che scriva alla Regione e dica che è necessario rivalutare la delibera del 2018. Va ripresa e portata alla Regione, che deve ascoltare le esigenze dei pazienti», ha concluso Puntillo.

La richiesta è quella di riaprire il confronto sulla programmazione dei posti rene, valutando le necessità dei pazienti e la capacità dei centri dialisi di garantire le prestazioni senza ricorrere a soluzioni organizzative che rischiano di gravare ulteriormente sull’assistenza.

La vicenda dei trenta dializzati diventa così il punto di partenza per una questione più ampia: garantire cure essenziali, assicurare una programmazione adeguata e individuare una soluzione stabile, attraverso il coordinamento tra GOM, Asp e Regione Calabria. Per i pazienti e le loro famiglie, l’obiettivo resta uno: ottenere risposte concrete in tempi compatibili con le esigenze di una terapia che non può essere rimandata.


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