Fondi per la sanità, Rosellina Madeo: «La Calabria si unisca all’appello delle altre Regioni»

Autore Giorgia Rieto | mar, 20 ott 2026 13:40 | Sanità Calabria Madeo

La vicepresidente della Commissione Sanità chiede al presidente Occhiuto di sostenere la richiesta di 5,5 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale

La Calabria faccia sentire la propria voce nella richiesta di maggiori risorse per la sanità pubblica. È l’appello lanciato dall’avvocata Rosellina Madeo, vicepresidente della Commissione Sanità e consigliera regionale, che invita il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a unirsi alle sei Regioni che hanno già chiesto al Governo di incrementare di 5,5 miliardi di euro i finanziamenti destinati al Fondo sanitario nazionale.

Una richiesta che, secondo Madeo, punta a garantire risorse adeguate per sostenere il sistema sanitario e tutelare il diritto alla salute dei cittadini. La cifra di 5,5 miliardi, sottolinea la consigliera, sarebbe stata individuata dallo stesso ministro della Salute, Orazio Schillaci, ma il Governo Meloni starebbe ora valutando uno stanziamento inferiore alla metà, pari a 2,4 miliardi di euro.

«Nell’ottica di un approccio propositivo chiediamo al presidente Occhiuto di unirsi all’appello delle sei Regioni già firmatarie», afferma Madeo, sollecitando un’iniziativa comune per ottenere maggiori finanziamenti nella prossima legge di bilancio.

Le criticità della sanità calabrese

La questione, secondo la consigliera regionale, riguarda l’intero sistema sanitario nazionale, ma assume un peso ancora maggiore in Calabria, dove persistono problemi strutturali che incidono quotidianamente sull’assistenza.

La carenza di posti letto e la mancanza di personale sanitario rappresentano, evidenzia Madeo, alcune delle principali difficoltà con cui devono fare i conti strutture e cittadini. In questo contesto, un finanziamento inferiore alle necessità rischierebbe di compromettere ulteriormente la capacità del sistema di rispondere alla domanda di cure.

Per la vicepresidente della Commissione Sanità, garantire risorse adeguate significa sostenere i servizi, rafforzare l’assistenza e contrastare le disparità territoriali nell’accesso alle prestazioni.

Il timore per la mobilità sanitaria passiva

Tra gli aspetti che destano maggiore preoccupazione c’è anche il possibile rapporto tra la riduzione dei finanziamenti nazionali e il percorso verso l’autonomia differenziata.

Madeo richiama l’attenzione sulle pre-intese relative all’autonomia, temendo che una disponibilità insufficiente di risorse da parte dello Stato possa aggravare le difficoltà delle Regioni che presentano già maggiori fragilità sul piano sanitario.

«Meno soldi dal Governo centrale significano meno servizi», avverte la consigliera, sottolineando come in Calabria questo scenario rischierebbe di tradursi in un ulteriore aumento della mobilità sanitaria passiva, ossia il ricorso dei cittadini a cure e prestazioni in altre Regioni.

Un fenomeno che pesa sul sistema sanitario regionale e sulle famiglie, costrette in molti casi a spostarsi per ottenere risposte ai propri bisogni di salute.

L’appello al presidente Occhiuto

Da qui la richiesta a Occhiuto di sostenere formalmente la posizione delle altre Regioni e di intervenire nel confronto con il Governo per ottenere finanziamenti ritenuti indispensabili.

L’obiettivo, nella prospettiva indicata da Madeo, è evitare che le risorse disponibili risultino insufficienti rispetto alle necessità del servizio sanitario, con conseguenze particolarmente pesanti per i territori che devono già affrontare carenze di personale, posti letto e servizi.

La consigliera regionale sollecita quindi un’iniziativa istituzionale a tutela della sanità calabrese, affinché il finanziamento del sistema sanitario nazionale tenga conto dei bisogni reali dei cittadini e delle differenze esistenti tra i territori.

«La salute dei cittadini deve essere una priorità» è il senso dell’appello di Rosellina Madeo: una richiesta di maggiore impegno politico per garantire risorse adeguate e impedire che le fragilità già presenti nella sanità calabrese si traducano in ulteriori disuguaglianze nell’accesso alle cure.



Aggiornamenti e notizie