Container sospetti a Gioia Tauro, Orsa e Usb: "La perizia sia resa pubblica"

Autore Redazione Web | lun, 07 set 2026 20:30 | Porto-Di-Gioia-Tauro Container Perizia Orsa Usb

I sindacati chiedono trasparenza sugli accertamenti effettuati sui container sottoposti a controllo nel porto

"Non mettiamo in discussione la buona fede e la professionalità di chi ha svolto gli accertamenti. Ma chiediamo che la perizia sia resa pubblica, che Uama e Agenzia delle Dogane rendano noti gli atti amministrativi sul transito, e che il Parlamento sia messo in condizione di verificare".

E' quanto sostengono in una nota i sindacati Orsa Mari e Porti e Usb Calabria in merito ai container arrivati al porto di Gioia Tauro sottoposti ad ispezione da Guardia di finanza e Agenzia delle Dogane per il sospetto che contenessero materiale bellico destinato ad Israele.

"Secondo le agenzie di stampa - prosegue la nota - il carico di acciaio sarebbe già ripartito da Gioia Tauro verso Israele. Al momento però ci risulta che tutti e sedici i container siano ancora fermi nell'area portuale. Che la partenza fosse imminente lo indicavano da giorni i siti di tracciamento, molto più attendibili delle rassicurazioni fornite in Parlamento il 1° luglio, quando fu detto che i casi segnalati non erano andati avanti e che le merci tornavano da dove erano arrivate. Apprendiamo da notizie di stampa che una perizia tecnica non avrebbe rilevato alcun contenuto di rilievo penale senza che sia stata data risposta alle interrogazioni parlamentari e alle richieste di accesso agli atti depositate in questi mesi. Stando a questa notizia inoltre la perizia riguarderebbe otto container. Ma i container fermati sono sedici. Sono stati svincolati tutti e sedici?".

"Chiediamo - sostengono Orsa e Usb - che venga spiegato su quali colli sia stata svolta la verifica e in base a quale criterio siano stati eventualmente liberati anche gli altri. Va poi chiarito cosa quella perizia abbia accertato. Affermare semplicisticamente l'assenza di rilievo penale non risponde alle nostre domande, che restano tutte aperte: se quell'acciaio sia di grado balistico, se sia stato classificato come duplice uso, se l'Uama abbia mai emesso la clausola catch all su Gioia Tauro, se qualcuno abbia presentato istanza di licenza, e chi sia l'utilizzatore finale in Israele".

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