RC Illest, la "bomba" del rap reggino made in Kalafro: radici, cultura e orgoglio “Made in Rc”

Autore Giorgia Rieto | mer, 14 ott 2026 12:30 | Kento Rap Reggio-Calabria

Sound devastante che apre le porte per "il maestro di ballo", Francesco Kento, capace di trasformarsi da scrittore impegnato e militante per le cause da combattere nel globo

C'è chi ancora spera in una reunion dei Kalafro Sound Power e gira con il finestrino abbassato cantando "Resistenza Sonora". Quasi ci siamo. Perché dal web arriva una "bomba" pazzesca per gli amanti della cultura hip hop, un pezzo con un legame viscerale con l'amaranto e con i colori reggini, con citazioni da Marazzina a Ciccio Cozza. Si chiama "RC Illest" e mette insieme tre nomi storici della scena reggina: Kento, Masta P, Mad Simon e la new entry, “cresciuto a pane e Kalafro” Ness1.

Un pezzo orgoglioso, quasi "favazza", anzi tremendamente favazza. La produzione è di Franco Licani, che costruisce un tappeto sonoro scarno, ruvido e tagliente:Sinceramente, non riusciamo ad immaginare una cosa più reggina. A scandire il ritmo arrivano gli scratch di Danielito, che restituiscono alla traccia il sapore delle jam di una volta, quando piazza del Popolo era bollente, un dj ed un microfono aperto bastavano a mettere in moto un'intera scena.
Sono passati sedici anni da quel disco del 2010 realizzato con il supporto del Museo della 'Ndrangheta di Reggio Calabria, un'istituzione culturale che opera all'interno di beni confiscati alle associazioni mafiose.

Un progetto nato dall'idea di trasformare in musica i luoghi — ville, terreni e proprietà — un tempo appartenuti ai clan. Oggi, con sedici anni di più nello zaino ma con la stessa fotta, la voglia di diffondere radici e cultura "Made in Rc" è intatta.
Masta P è determinato e romantico, ricorda le origini del suo viaggio nell'hip hop e le performance di chi c'era prima di lui: il leggendario Peppe Big Boss, quando alle jam si volava con il Piaggio Zip, Fast Rider o meno — magari passando da Nino Comi — per devastare musicalmente vecchi locali come l'Isola dei Capitani, il Fiftyes e non solo. Da Piazza del Popolo alla Stazione Lido. I tempi dei pantaloni larghi Broke, prima dell'esplosione del genere, prima di Sfera e Basta, Fedez ed Emis Killa che, all'epoca, probabilmente non erano nati con rispettivi genitori che dovevano ancora conoscersi.
Sulla traccia vola Mad Simon, con stile camaleontico e dedicato che esplode totalmente in dialetto, con cenni e citazioni della nostra terra. .
Nel collettivo, aspettando eventualmente un nuovo disco, spunta da Bova Ness1(fantastico l'album con Masta P, Ortodossia), che cita Joe Cassano, indimenticabile rapper bolognese, gratificato a distanza di tanti anni dalla sua dipartita con la creazione di un giardino totalmente hip hop nella sua Bologna.

Sound devastante che apre le porte per "il maestro di ballo", Francesco Kento, capace di trasformarsi da scrittore impegnato e militante per le cause da combattere nel globo — e da insegnante di hip hop nelle carceri di mezza Italia — a rapper concreto sulla traccia, "favazza" nel senso più bello del termine, per portare un'altra gemma di una straordinaria carriera.
"RC Illest" è un racconto culturale in cui l'orgoglio territoriale si accompagna alla consapevolezza, le radici ed una cultura che è lontana anni luce dall'esplosione commerciale del genere, ma basa la propria forza sulla cultura reggina ed hiphop,in sinergia, tra cassa e rullante, con una vecchia canotta di Mark Campanaro adosso.

Quattro artisti, una storia comune e un territorio che torna a parlare attraverso il microfono. Nessuna nostalgia fine a se stessa, nessuna pretesa di trasformare le radici in un marchio: soltanto il desiderio di riconoscersi in una musica autentica, capace di tenere insieme memoria, orgoglio e coscienza critica. E, come direbbero loro, “tremendamente favazza”.

di Giovanni Mafrici

Aggiornamenti e notizie