L'iniziativa, promossa dal circolo locale del Partito Democratico, è stata incentrata sulle prospettive e sulle nuove sfide economiche
Nella sala del Consiglio Comunale di Siderno, su iniziativa del locale circolo del Partito Democratico, si è svolto un dibattito incentrato sulle prospettive che attendono il Mezzogiorno nel nuovo assetto europeo, tra fondi di coesione, politiche di sviluppo e sostenibilità economica. Al centro del confronto c'è il destino dei territori alla conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con la necessità stringente di rendere operative le opere realizzate e trasformarle in servizi stabili per i cittadini.
A delineare le preoccupazioni e le istanze degli enti locali è stato il sindaco di Siderno, Mariateresa Fragomeni, che ha rivendicato i risultati ottenuti sul campo: «I comuni del Sud hanno dimostrato di saper progettare, spendere e rendicontare», ma gli interventi avviati «hanno adesso necessità di personale e servizi». Da qui la richiesta avanzata all'indirizzo delle istituzioni comunitarie: «Bisogna chiedere un dopo Pnrr non come una proroga, ma come un grande piano di investimenti europei in opere pubbliche che serva a eliminare quel divario che ancora oggi non si è riusciti a colmare».
Il dinamismo economico registrato di recente nel Mezzogiorno è stato analizzato dall'eurodeputato Raffaele Topo, che ha ricordato come il Sud sia diventato «un'economia attrattiva, con una crescita dell'8,3% contro la media nazionale del 6,3%». Una spinta positiva che non deve rallentare dinanzi a una fase complessa: «Abbiamo davanti a noi un periodo più faticoso che richiede capacità degli amministratori locali, una politica attenta a non perdere occasioni e soprattutto un Paese ben posizionato in Europa».
Sull'efficacia dell'impiego delle risorse e sul peso geopolitico di Bruxelles è intervenuto anche il consigliere regionale Giuseppe Ranuccio, evidenziando l'esigenza di verificare «come sono state erogate queste somme e se possono essere rendicontate o andranno perse», rimarcando quanto sia determinante «ragionare su un'Europa che deve ritrovare autorevolezza e diventare protagonista di politiche mondiali che stanno evolvendo di giorno in giorno».